sabato 24 dicembre 2011

ho l'occasione di essere grato


Preghiera di Natale

O Signore, com'è difficile accettare la tua via!
Tu vieni a me come un piccolo e debole bambino
nato lontano da casa sua.
Tu vivi per me come uno straniero nella sua terra.
Tu muori per me come un criminale fuori delle mura della città,
reietto dal tuo stesso popolo, frainteso dai tuoi amici
e sentendoti abbandonato dal tuo Dio.
Mentre mi preparo a celebrare la tua nascita,
cerco di sentirmi amato, accettato e a casa mia in questo mondo,
e cerco di vincere i sentimenti di alienazione e di separazione
che continuano ad assalirmi.
Mi chiedo, però, se il mio profondo senso di non avere una casa
non mi porti più vicino a te
dei miei occasionali sentimenti di appartenenza.
Dove celebro veramente la tua nascita?
Nell'intimo della casa o in una casa straniera,
fra amici accoglienti o fra stranieri sconosciuti,
con sentimenti di benessere o con sentimenti di abbandono?
 

Non devo sfuggire alle esperienze che sono più vicine alle tue.
Come tu non appartieni a questo mondo,
così io pure non appartengo a questo mondo.
Ogni volta che sento così, ho l'occasione di essere grato
e di abbracciarti meglio
e di gustare più pienamente la tua gioia e la tua pace.
 

Vieni, Signore Gesù, e sta' con me laddove mi sento più povero!
Confido che questo sia il luogo dove troverai la tua mangiatoia
e porterai la tua luce.
Vieni, Signore Gesù, vieni!
Amen!
Henri J. M. Nouwen, "In cammino verso l'alba", Ed. Queriniana )

venerdì 23 dicembre 2011

Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male (Primo libro dei Re 3,9)

Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare.
Il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare.
E la saggezza di capirne la differenza.
(da una Preghiera Cherokee)

Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto l'intelligenza di saperle distinguere.
(Tommaso Moro)

Signore, concedimi la serenità
per accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare le cose che posso,
e la sapienza per comprendere la preziosità della vita
condotta ogni giorno con serenità,
gustando ogni momento quietamente,
accettando la contrarietà come il sentiero
che conduce alla pace,
accogliendo come tu hai fatto
questo mondo peccatore così quale è,
non come mi piacerebbe che fosse.
Confidando che tu, o Signore, ordinerai tutte le cose
nella misura in cui io mi scommetterò alla tua volontà,
perché possa vivere felici questa vita
e pienamente gioioso con Te per sempre nell'altra.
(
D. Betancourt)

giovedì 22 dicembre 2011

non rischia niente... non fa niente... non ha niente..

Ridere, è rischiare di apparire matti...

Piangere, è rischiare di apparire sentimentali...

Tendere la mano, significa rischiare di impegnarsi...

Mostrare i sentimenti, è rischiare di esporsi...

Far conoscere le proprie idee ed i propri sogni, è rischiare di essere respinti...

Amare, è rischiare di non essere contraccambiati...

Vivere, è rischiare di morire...

Sperare, è rischiare di disperare...

Tentare , è rischiare di fallire...

Ma noi dobbiamo correre il rischio!

Il più grande pericolo nella vita

è quello di non rischiare.

Colui che non rischia niente...

non fa niente... non ha niente...

non è niente!

(
Rudyard Kipling)

mercoledì 21 dicembre 2011

è soltanto l’attesa

Preghiera d’inverno di Adriana Zarri

Ora è la morte,
Ma non è la morte:
è soltanto l’attesa.
Facci attendere, Dio, senza stancarci,
senza timore di morire per sempre.
Anche i colori sono trapassati
dal verde, al giallo, al viola,
al grigio.
Presto sarà la neve
come un immenso fiore bianco,
grande quanto la terra.
Il mondo è sbocciato di gelo
e il bianco è la somma dei colori
Dopo il fiorire e il declinare della vita,
l’inverno, o Dio, è la tua eternità.
E sulla neve
candide danze di angeli
e carole di santi luminosi,
che non lasciano impronta.
Aprici gli occhi, o Dio,
facci vedere ciò che non si vede,
facci danzare coi beati
e guardare i tuoi occhi:
più vasti
di una pianura innevata
più bianchi
di un gelido novembre
più caldi
di un fuoco acceso
in una notte d’inverno.


"Il mondo è traboccante di risonanze spirituali e di segreti sublimi, ma basta una mano davanti agli occhi perchè tutto rimanga nascosto"
- Ba'al Shem Tov -

martedì 20 dicembre 2011

Nulla si faccia senza la tua approvazione. Ma tu non far nulla senza quella di Dio.


Abbi l'ansia dell'unità; niente è più importante di questo.
Porta pazienza con tutti perché anche il Signore porta pazienza con te.
Prega incessantemente:
chiedi uno spirito di comprensione, maggiore di quello che hai.
Sii instancabile nella preghiera.
Crea il dialogo con il singolo come fa Dio.
Porta su di te i problemi di tutti, come un atleta:
dove c'è più sofferenza ci sarà più guadagno.
Se ami tanto chi è buono, non c'è da dirti grazie:
ma sono i più malati che devi curare con dolcezza.
Sei di carne e spirito per trattare con dolcezza i problemi che percepisci:
i problemi che non percepisci cerca di capirli pregando.
Non impressionarti di chi sembrava fedele e poi tradisce:
sta saldo sotto i colpi come fa l'incudine.
E' proprio di un atleta resistere sotto i colpi.
E' soprattutto in vista di Dio che bisogna
che sopportiamo tutti, affinché anche Lui sopporti noi.
Diventa più zelante di quello che sei.
Nulla si faccia senza la tua approvazione.
Ma tu non far nulla senza quella di Dio.


"perché la Verità, pur di imporsi, possiede mezzi implacabili e presto o tardi li usa"   
(Gustavo Rol)
s. Ignazio di Antiochia a Policarpo

lunedì 19 dicembre 2011

non potrai essere falso con gli altri

Tutti ti valutano per quello che appari. Pochi comprendono quel che tu sei”.Niccolò Macchiavelli

 ’L’ ASINO VESTITO DA DEL LEONE’
Un asino aveva trovato la pelle di un leone e dopo essersela mess addosso.andava attorno seminando il terrore fra tutte le bestie che lo prendevano per un leone.
Ad un certo punto incontrò una volpe e volle provare a far paura anche a lei.

Come si sa la volpe è nota per la sua furbizia e non si lascia abbindolare con facilità. Quella volpe ,che per caso aveva già sentito la  voce dell’asino un’altra volta, gli disse: - Sta’ pur sicuro che, se non ti avessi mai sentito ragliare, avresti fatto paura anche a me. -

Cosa insegna questa favola?
Che è facile recitare la parte di qualcun altro ma le persone vicine o quelle che riescono a vedere al di là della ‘parte’ si accorgeranno subito che è tutta apparenza

La reputazione è ciò che la gente pensa che tu siaCome ti vedono gli altri? La personalità è ciò  che sembri esserequali sono i punti di forza sui quali far leva per costruire il tuo branding?
Il carattere è ciò che sei veramentequesto è la radice del tuo branding
I tuoi obiettivi dovrebbero fondere le  linee fra le 3 cosefinché arriveranno ad essere una.Cosa significa questo?
Vivere la tua vita partendo dal tuo interno verso l’esterno.Se vivi la tua vita dando importanza all’esterno allora l’apparenza sarà la cosa più importante
Quello che gli altri pensano di te diventerà il tuo principio guida.
Questo significa che la tua immagine e la tua autostima è fuori dal tuo controllo

Sii fedele a te stesso, ne conseguirà come la notte al giorno, che non potrai essere falso con gli altri.
[W Shakespeare  "Amleto"]

domenica 18 dicembre 2011

sempre pronto a giudicare, a criticare, a lamentarmi


Come va la mia vita?
Come va la mia vita?
Di cosa mi sto nutrendo?
E’ questa la domanda che mi inviti a pormi oggi, Signore.
E’ vero: noi diventiamo quello che abbiamo mangiato.
E se funziona con gli alimenti,
ancor di più con il “cibo” mentale e spirituale.
Mi nutro di “gossip”, di scandali e pettegolezzi,
lontani o vicini, televisivi o lavorativi?
Allora sarò sempre pronto a giudicare, a criticare, a lamentarmi.
Mi nutro di “oggetti”,
di cose da consumare,spesso usa e getta,
con un bisogno continuo di novità?
Allora dovrò rifornirmi abbondantemente di moneta contante,
passando sopra altre esigenze: il rispetto e l’aiuto degli altri,
il giusto riposo, il valore del gratis.
Mi nutro di “fantasie”,
di mondi virtuali, di giochi e bellezze
che non potrò mai stringere, toccare, vivere?
Allora mi chiuderò nel mio isolamento, sarò lontano
dagli occhi e dal cuore della realtà.
Mi nutro di “droghe”,
di scorciatoie e illusioni, di farmaci che potenziano le mie forze?
Allora avrò imparato a barare, e non potrò più farne a meno,
anche quando il mio fisico ne chiederà il conto.
Mi nutro di “pensieri negativi”,
al telegiornale dei reati e delle violenze,
concludendo che il mondo è marcio
e non ci si può più fidare di nessuno?
Allora sarò triste e prevenuto,
e avrò una sponda per giustificare le mie meschinità.
Ecco perché ho bisogno di te.
Alla mensa del tuo Corpo tutto svanisce,
lasciando spazio all’assenza di giudizio,
al primato dei valori umani a quelli materiali,
alla realtà e alla lealtà,
al rispetto della vita, alla fiducia nell’amore.
Mi dici che è questo che salva il mondo,
qualche volta fruendone con gioia,
altre valicandolo per entrare nell’eterno.
Tratto da “Avvenga secondo la vostra fede”  S. Messina e P. Raimondo – Effatà Editrice