giovedì 3 giugno 2010

 
leggere

non dà soltanto soddisfazione a chi ne ha la passione; non è solo espediente per i tempi dell’insonnia;
e non è solo imparare, pur considerando che “se ne ha sempre bisogno”


leggere

è, in certo modo, diventare “signori” del tempo: una giornata arrivata a sera, tutta presa da occupazioni, affanni, corse e affetti, o inconcludente e dispersiva, può trovare riscatto, respiro, piacere in un tempo “libero”, “signore” appunto, in cui trovare distensivamente e simbolicamente tutto il senso e il valore di esistere, di essere pensanti, razionali, emozionati, di essere sempre chiamati al nuovo, attesi e attenti

la lettura

sia solitaria sia comune, in forme diverse è un esercizio di relazione che ricolloca dentro lo spazio e il tempo,
la storia e il mondo, in dignitosa libertà; riattiva il crogiuolo dell’umana maturazione;
riaggiusta le dimensioni e le proporzioni di quanto si è vissuto e recepito,
lo fa diventare “memoria” che dispone al futuro

leggere

momento creativo dell’anima e dei sensi congiuntamente;
tocco estetico ai tratti laboriosi e faticati, delusi ed elusivi, delle tante quotidianità.
da http://www.servitium.it/

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